
Comunità Pastorale San Biagio Codogno
Parrocchia di San Biagio e della Beata Vergine Immacolata
Piazza XX Settembre - 26845 Codogno (LO) - Tel. 0377/32434
mail: sanbiagio.codogno@diocesi.lodi.it
Oratorio San Luigi
Via Cabrini, 15 - 26845 Codogno (LO)
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Per segnalazioni sul sito e sul portale della comunità
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Comunità pastorale San Biagio Codogno
Parrocchia San Biagio e della Beata Vergine Immacolata

📰 PRIMO PIANO: PATTO TRA LE RELIGIONI
Il 25 giugno scorso, a Roma, i responsabili delle religioni che sono in Italia hanno sottoscritto un Patto per dare continuità e prospettiva al lavoro compiuto, rendendo al contempo ufficiale l'esperienza chiamata "La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale".
A siglarlo sono stati: Assemblea dei Rabbini d'Italia, Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá'í d'Italia, Centro Islamico culturale d'Italia, Comunità Religiosa Islamica Italiana, Confederazione Islamica Italiana, Conferenza Episcopale Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Istituto Tevere, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia, Sikhi Sewa Society, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Unione Buddhista Italiana, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Unione delle Comunità Islamiche d'Italia, Unione Induista Italiana.
Nel pomeriggio, i rappresentanti delle comunità religiose sono stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale hanno consegnato una copia del Patto.
"Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l'importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana", si legge nel Preambolo del documento che propone nove impegni e nove azioni.
Tra questi, il compito di "promuovere la pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano, nella consapevolezza del contributo che le religioni possono offrire al progresso materiale e spirituale della società" e quello di "promuovere una cultura della pace fondata sulla giustizia, sulla compassione e sull'interdipendenza tra i popoli, riconoscendo che la famiglia umana è una sola".
La firma del Patto rappresenta una tappa fondamentale del percorso intrapreso nell'ambito del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. A partire dal 2023, infatti, i leader delle religioni diffuse nel Paese, si sono incontrati annualmente nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, avviando una riflessione comune sulla necessità di essere, nello spazio pubblico, una risorsa capace di tessere dialogo, comunione e pace.
Nel 2024, anche alcuni giovani, delegati dai responsabili delle religioni, si sono ritrovati periodicamente per discutere e lavorare insieme, partecipando dallo scorso anno alle riunioni ufficiali e diventando, sui territori, ambasciatori di processi di conoscenza reciproca e di sensibilizzazione. Il cammino di confronto tra i leader ha portato alla sottoscrizione del documento.
"La firma del Patto è il frutto maturo di un percorso che ha consolidato in noi la certezza che la via dell'ascolto dell'altro e della conoscenza reciproca - spogliata da pregiudizi e luoghi comuni - sia la chiave per valorizzare quel patrimonio umano e spirituale che ogni tradizione porta in sé. Consegnare questo Patto nelle mani del Presidente Mattarella ha, per le nostre Comunità e per l'intera Nazione, un valore inestimabile nel complesso contesto geopolitico che stiamo attraversando.
La "Via italiana del dialogo" vuole essere un contributo serio e sperimentato, offerto a una società troppo spesso esposta a polarizzazioni ed estremismi che spingono a vedere nell'altro - diverso per fede o cultura - un nemico.
Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui valori comuni per edificare una comunità civile che riconosca, pur nelle sue diversità, il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente e inclusiva", afferma il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI.
Cari fratelli e sorelle, è capitato ormai più di una volta di dover celebrare le esequie di fedeli che sono morti senza ricevere l'Unzione degli Infermi. Questa non è una cosa buona. Bisogna certamente rispettare la volontà di quanti scientemente non desiderano ricevere questo sacramento ma il più delle volte, però, sono i familiari che non chiamano il sacerdote per timore di "spaventare" il loro congiunto, privandolo così di un soccorso importante ed efficace per vivere la malattia e, se sarà il momento, per prepararsi al passaggio alla pienezza della vita eterna.
Come insegna il Catechismo, "la Chiesa crede e professa che esiste, tra i sette sacramenti, un sacramento destinato in modo speciale a confortare coloro che sono provati dalla malattia: l'Unzione degli infermi: «Questa Unzione sacra dei malati è stata istituita come vero e proprio sacramento del Nuovo Testamento dal Signore nostro Gesù Cristo. Accennato da Marco (evangelista), è stato raccomandato ai fedeli e promulgato da Giacomo, apostolo e fratello del Signore»" (Concilio di Trento, Sess. 14a, Doctrina de sacramento extremae Unctionis, c. 1: DS 1695. Cf Gc 5,14-15).
Quanto agli effetti di questo sacramento, si deve ricordare che:
esso unisce il malato alla passione di Cristo, per il suo bene e per quello di tutta la Chiesa;
dona il conforto, la pace e il coraggio per sopportare cristianamente le sofferenze della malattia o della vecchiaia;
offre il perdono dei peccati, se il malato non ha potuto ottenerlo con il sacramento della Penitenza;
favorisce il recupero della salute, se ciò giova alla salvezza spirituale;
prepara il passaggio alla vita eterna.
Esorto perciò i fedeli, specialmente quanti sono afflitti da malattie, e i loro familiari, a chiamare il sacerdote per celebrare questo sacramento di salvezza.
Cari fedeli, la celebrazione delle esequie cristiane per i nostri cari rappresenta un momento forte non solo per i congiunti del defunto, ma anche per tutta la comunità. Noi cristiani salutiamo i nostri morti portandoli in chiesa, celebrando per loro il sacrificio dell'Eucaristia, che fin dall'inizio dell'era cristiana è stato offerto non solo per i vivi ma anche appunto per i morti. Durante la celebrazione delle esequie, l'omelia del celebrante tende sempre ad offrire spunti di riflessione, allo scopo di cogliere nella fede il significato di quel momento, il senso di quella preghiera, il perché di quel rito. In questo piccolo intervento vorrei puntualizzare con parresia qual è il comportamento da tenere in occasione delle esequie dei nostri cari.
Sarebbe opportuno, nello spazio che intercorre fra il decesso del nostro defunto e il funerale, chiedere al sacerdote di potersi confessare: riconciliarsi pienamente con Dio in questo frangente, attraverso il sacramento della confessione, apre il cuore a pensieri di speranza e rende la preghiera per il nostro caro defunto maggiormente efficace; infatti la preghiera di un cuore puro è particolarmente gradita al Signore.
Durante la celebrazione della Messa esequiale non è "obbligatorio" accostarsi alla Comunione se non si è in grazia di Dio. Si ha a volte l'impressione che alcuni parenti dei defunti si accostino alla Comunione per "convenienza sociale", anche se sono anni che non mettono piede in chiesa o vivono permanentemente in situazioni moralmente contrarie al Vangelo. Non è sufficiente la spinta emotiva per accedere al sacramento dell'Eucaristia: da sempre la Chiesa insegna che si deve essere "bene dispositus", ossia trovarsi nelle condizioni di potervisi accostare.
Cari fedeli, offro alla comunità questi pochi pensieri allo scopo di rendere anche le celebrazioni esequiali sempre più vere, conformi cioè allo spirito con cui la Chiesa desidera che si celebrino, affinché siano davvero fruttuose per i morti e per i vivi.
INIZIATI I LAVORI IN CHIESA PARROCCHIALE DI SAN BIAGIO, NOSTRO DUOMO
Sono iniziati i lavori alle basi marmoree dei pilastri della chiesa parrocchia di San Biagio resi necessari a causa del loro scollamento e del rischio di caduta con danno alle persone e rottura delle lastre medesime. La fine dei lavori è prevista per il 31 luglio 2026. Nel frattempo sarà collocato in presbiterio l’altare di marmi policromi proveniente dalla chiesa di S. Cristoforo in Lodi.
La Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi ha stanziato 10.000 Euro per l’altare a condizione che se ne raccolgano 5.000, che saranno poi aggiunti ai 10.000 stanziati. Sullo stesso fondo è possibile effettuare donazione anche per le colonne.
MODALITA’ DI DONAZIONE AL FONDO PARROCCHIA SAN BIAGIO - CODOGNO
Puoi donare con una delle seguenti modalità:
Bonifico bancario su uno dei seguenti IBAN della Fondazione
Banca Intesa Sanpaolo: IT31T0306909606100000010657
Banco BPM: IT28F0503420302000000158584 e
Banca Centropadana: IT70U0832420301000000018127
Banco posta: IT10P0760101600000039797667
Banca BCC Lodi IT50D0879420300000000910768
- bollettino postale su conto corrente postale n. 39797667
- donazione online sul sito della Fondazione www.fondazionelodi.org
Bisogna specificare come beneficiario: FONDAZIONE COMUNITARIA DELLA PROVINCIA DI LODI e come causale di versamento: FONDO PARROCCHIA SAN BIAGIO – CODOGNO – RICOLLOCAMENTO ALTARE
E’ POSSIBILE ANCHE “ADOTTARE” UNA COLONNA DONANDO 8.000 EURO, IN QUESTO CASO ALLA COLONNA PUO’ ESSERE ATTRIBUITO IL NOME DI UN DEFUNTO O DI UNA FAMIGLIA.
E’ POSSIBILE “ADOTTARE” ANCHE L’ALTARE DONANDO LA SOMMA DI 30.000 EURO.
Ringrazio fin da ora quanti vorranno sostenere questi lavori.
Il vostro parroco
Don Gabriele

Ricollocamento altare Parrocchia San Biagio e B.V.I
L’intervento non comporta modifiche volumetriche o planimetriche, ma si configura come un’operazione di
restauro e riqualificazione degli elementi esistenti, finalizzata al miglioramento delle condizioni conservative, estetiche e funzionali dello spazio liturgico.
Tutte le opere saranno eseguite nel rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza e tutela del patrimonio storico-artistico.
I lavori da realizzare si articolano in diverse fasi:
(Messe celebrate nella Chiesa della Trinità a causa dei lavori in Chiesa Parrocchiale, o in Santuario) Prenotazione S. Messe: Si può fare direttamente dal sito www.sanbiagiocodogno.it, cliccando sul pulsante "Portale della Comunità" e seguendo le istruzioni.
04 luglio SABATO – Festa di Sant’Alberto Quadrelli, Vescovo, compatrono della Città e Diocesi di Lodi, Ore 9 Trinità def. Berrettin Maria Premoli
S. Messe Festive della vigilia
Ore 17 Santuario def. Bertuzzi Luciano e Franca
Ore 18 Trinità Secondo le intenzioni del Parroco
05 Luglio - XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (Liturgia delle Ore: Salmodia II)
Ore 08:00 (Trinità - radiotrasmessa): def. Don Pierluigi Bosio e famiglia, def. Contardi Giuseppe.
Ore 09:30 (Trinità): def. Giorgio Baretta, *def. Rota Giovanni e Amelia, *def. Marco Piccinelli.
Ore 11:00 (Trinità - MESSA GRANDE PRO POPULO - trasmessa in streaming e radiotrasmessa).
Ore 17:00 (Santuario): def.
Ore 18:00 (Trinità): def. Rossi Silvio e Maria.
06 Luglio - LUNEDÌ (Feria)
Ore 09:00 (Trinità): def. Rocca Maria (legato).
Ore 18:00 (Santuario): secondo le intenzioni del Parroco.
07 Luglio - MARTEDÌ (Feria)
Ore 09:00 (Trinità): def. Mariuccia Bozzi.
Ore 18:00 (Santuario): def. Coniugi Bescapé Aldo e Carla.
08 Luglio - MERCOLEDÌ (Feria)
Ore 09:00 (Trinità): def. Teresina Bragalini e Giovanni Belloni.
Ore 18:00 (Santuario): secondo le intenzioni del Parroco.
09 Luglio - GIOVEDÌ (Feria)
Ore 09:00 (Trinità): def. Cibetti Guido e Visigalli Raffaella leg..
Ore 18:00 (Santuario): def. Pia Opera del Suffragio.
10 Luglio - VENERDÌ (Feria)
Ore 09:00 (Trinità): def. Coniugi Egidio e Teresina.
Ore 18:00 (Santuario): Per ringraziamento; *def. Aldo Dragoni.
11 Luglio - SABATO (Festa di S. Benedetto Abate, patrono d'Europa)
Ore 09:00 (Trinità): def. Mazza Luigina, Elisabetta e Giuseppe (legato).
S. Messe Festive della vigilia:
Ore 17:00 (Santuario): def. Narra Carla, *def. Miglio Pietro, *def. Bernardelli Giuditta, Maria ed Elda.
Ore 18:00 (Trinità): def. Jose Zanoncelli.
🧎 Tempo per le S. CONFESSIONI:
In Santuario: ore 09:30 - 11:30 nei giorni feriali, eccetto il giovedì.
In Chiesa della Trinità: ore 17:00 - 18:00 il sabato (a causa dei lavori in chiesa parrocchiale).
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