Chiesa della Madonna della Neve (Santa Maria)


La Pia Congregazione dell’Annunciata, non potendo più celebrare le sue funzioni in S. Giorgio a causa dell’accresciuto numero di aderenti, optò per la costruzione di un nuovo oratorio, gettando le fondamenta di “S. Maria alle nevi” il 27 maggio 1604.

La confraternita era attivamente impegnata in opere di carità che andavano dall'assistenza spirituale ai condannati (sino ad accoglierne le spoglie seppellendoli nell'oratorio), all'offrire una dote di 100 lire cadauna ad otto ragazze nubili indigenti, sorteggiate ogni anno.

L’ edificio si presenta a pianta rettangolare con abside semicircolare, struttura in muratura con corsi regolari, tetto a falde con rivestimento in coppi; campanile in muratura con tetto conico.

Facciata a due ordini, separati da una cornice aggettante e timpano triangolare. 


Ai lati è chiusa da coppie di lesene, quelle dell'ordine inferiore su alti plinti, ognuna delle quali ha in mezzo due nicchie sovrapposte.

L'unico portale ha un'elegante cornice ed un timpano triangolare sorretto da mensole. Vi corrisponde, nell'ordine superiore, un grande finestrone quadrato.

La decorazione esterna è a finto marmo. L'interno è a navata unica divisa in cinque campate con volta a crociera. Sulla parete vi è una decorazione a finti marmi e stucchi.

Nel 2006 furono portati a compimento i lavori di restauro conservativo volti al risanamento sia dei muri esterni gravemente erosi dall'umidità che alle sue parti interne.

L’intervento è stato affidato ad un team eterogeneo composto dall’ Architetto Antonio Brizzolari, il laboratorio di restauro della cremonese Sonia Nani, la ditta dei fratelli Ferrari e quella dei Bosoni. «All'inizio pensavamo solo di dare una sistemata alla facciata. Poi, ci siamo resi conto che non potevamo dare splendore alla chiesa senza recuperarne anche la bellezza. Perché bellezza e santità si completano.

Spero che questo tempio torni a risuonare di preghiere». (Mons. Diego Furiosi durante la serata inaugurale; 25-03-2006). Da sottolineare che nel corso dei lavori, attorno alla statua della Madonna, sotto la superficie marrone, è venuto alla luce un affresco settecentesco a opera di Francesco Natali, lo stesso che dipinse anche la chiesa di Caravaggio. Oltre a questo, sono stati riportati agli originari colori rosa e azzurro le volte della navata.

Ripuliti e restaurati anche gli stucchi, i marmi e le dorature. In questo modo risaltano ancora di più i meravigliosi ovali e i dipinti raffiguranti San Giovanni Bosco, Sant'Anna e Sant'Agostino con Santa Monica.